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Analisi di bilancio - parte II

Analisi di bilancio: comprendere il funzionamento e la costruzione di un bilancio – parte II

Postato da : Redazione | gennaio 2, 2018

La tavola dei valori: Stato patrimoniale e conto economico.

Dopo aver brevemente esaminato la formazione progressiva di un bilancio, si può passare ad esaminare, sotto un profilo maggiormente tecnico-giuridico, le voci che compongono il bilancio, conformemente alla disciplina civilistica.

Da quanto sinteticamente esplicitato nella parte prima dell’analisi di bilancio è emerso che gli impieghi rappresentano “l’attivo dello stato patrimoniale” mentre le fonti corrispondono al “passivo dello stato patrimoniale”. Allo stesso tempo, le spese correnti ed i ricavi riproducono voci contabili del conto economico.

Pertanto, lo schema precedente può essere riprodotto anche nei seguenti termini:

Stato patrimoniale
Attivo S.P.Passivo S.P.
1) Liquidità1A) Patrimonio netto
2) Crediti2A) Debiti finanziari
3) Immobilizzazioni3A) Debiti commerciali
Conto economico
4) Spese correnti
     Rappresentano distruzione di valore
4A) Ricavi
       Rappresentano creazione di valore commerciali

Procedendo all’esame delle singole voci, si ottiene che:

  1. Per liquidità si intendono prioritariamente i depositi bancari. Non deve essere tralasciato che occorre tenere in mente una ulteriore voce “cassa” per le spese più immediate e di minor valore.
  2. I crediti possono essere verso terzi e verso i soci. A tale ultimo riguardo deve essere puntualizzato che i soci, nella pratica, costituiscono la società con una parte di denaro che versano obbligatoriamente per legge ed altra parte che, al contrario, si impegnano a versare.
  3. Le immobilizzazioni, come già è stato anticipato nella parte iniziale del capitolo, hanno un’utilità futura e si distinguono nelle tre categorie: materiali, immateriali e finanziarie.
  4. Le spese correnti, al contrario delle immobilizzazioni, esprimono il concetto del consumato.
  1. Il patrimonio netto è la macrocategoria che comprende, pur non identificandosi in esso, il capitale sociale; in esso, infatti, troviamo le riserve patrimoniali, le riserve di utili nonché il risultato di esercizio (utile/perdita di esercizio).
  2. I debiti finanziari consistono principalmente nei debiti verso gli istituti di credito e nelle obbligazioni.
  3. I debiti commerciali sono principalmente i debiti verso i fornitori.

E’ chiaro che mentre i debiti commerciali sono legati indissolubilmente ad operazioni di gestione (ad esempio dilazione di pagamento) e, di conseguenza, sono fisiologici ed il più delle volte denotano anche un potere contrattuale dell’impresa, i debiti finanziari sono legati ad operazioni di finanziamento e, quindi, denotano debolezza, atteso che rappresentano un costo elevato per l’impresa stessa.

  1. I ricavi possono derivare dalla vendita dei prodotti dell’impresa, ma anche dall’affitto di immobili, dagli interessi attivi derivanti dai titoli, ecc.

E’ intuitivo che tutte le voci che fanno parte dello stato patrimoniale rappresentano valori che possono ancora essere utilizzati, mentre il conto economico esprime voci che sono già state utilizzate e consumate.

Il ricavo è l’espressione dell’attività dell’impresa, quindi ricchezza creata. Ne consegue che le voci 1A, 2A, e 3A, indicate nella precedente tabella, implicano un obbligo di restituzione verso soggetti terzi (soci, banche, fornitori, ecc.), mentre i ricavi rappresentano un incremento di ricchezza definitivo dal momento che non fanno sorgere in capo all’impresa alcun obbligo di restituzione.

Alla fine di ogni esercizio sociale, il bilancio esprime se l’impresa è in utile ovvero in perdita. Pertanto, in estrema sintesi si ottiene che l’“utile/perdita” si calcola nel conto economico e si inserisce nello stato patrimoniale relativo al successivo esercizio sociale.

Analisi bilancio parte ii

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