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Annullamento della cartella di pagamento: quando e come

Tutto quello che è importante conoscere quando viene notificata una cartella di pagamento, se conviene ricorrere o se pagarla.

Postato da : Redazione | novembre 28, 2017

Il contribuente, valutando non corretto l’addebito, può contestarlo all’Agenzia delle Entrate che ha richiesto il pagamento chiedendone l’annullamento totale o parziale. Se l’ufficio verifica l’infondatezza dell’atto è tenuto ad annullarlo per le norme sull’autotutela e conseguentemente provvederà ad effettuare lo sgravio delle somme iscritte a ruolo (cioè la cancellazione del debito).

L’Agenzia delle Entrate è tenuta a comunicare il provvedimento di annullamento all’Agente della riscossione; da ciò ne deriva l’annullamento del credito da riscuotere.

Laddove la somma fosse stata già pagata, il contribuente ha diritto alla restituzione della somma non dovuta all’Agente della riscossione.

Al contrario, ad avvenuta conferma della correttezza dell’addebito, dopo aver valutato le contestazioni rappresentate dal contribuente, quest’ultimo può rivolgersi alla Commissione tributaria provinciale per chiederne l’annullamento.

Se la Commissione tributaria adìta dichiara illegittima la cartella di impugnata, il contribuente ha diritto a ottenere lo sgravio entro novanta giorni dalla notifica della pronuncia.

Unitamente allo sgravio, l’Ufficio deve disporre anche il rimborso delle somme eventualmente pagate dal contribuente prima della decisione. Il rimborso è erogato presso l’Agente della riscossione.

Presentando ricorso avverso una cartella di pagamento, il ricorrente, se ritiene di essere svantaggiato dal pagamento effettuato prima che la Commissione tributaria si esprima, ha la possibilità di presentare istanza di sospensione alla stessa Commissione (sospensione giudiziale), in alternativa anche contemporaneamente, all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate che ha emesso il ruolo.

Si tenga presente che per gli importi inferiori ad Euro 20.000,00, in sede di presentazione del ricorso, il contribuente dovrà presentare anche un’apposita istanza di reclamo al fine di tentare una soluzione stragiudiziale della controversia. A conferma di ciò, con il reclamo il ricorrente può anche formulare una proposta transattiva.

Sotto un profilo sostanziale, ogni contribuente dovrebbe conoscere delle linee guida base per capire come comportarsi quando attiva a casa la cartelle blu dell’Agenzia delle entrate o dell’Agente della riscossione, al fine di decidere in maniera consapevole se pagare subito, procedere ad una istanza in autotutela o ricorrere all’autorità giudiziaria.

Il primo controllo fondamentale che bisogna effettuare riguarda la verifica della decorrenza o meno dei termini prescrizionali di generazione e notifica del ruolo, atteso che l’eventuale decorso già sarebbe da solo sufficiente ad annullare l’iscrizione a ruolo e la conseguente cartella che su di esso si fondi. A tale proposito è opportuno segnalare la recente pronuncia della Suprema Corte di Cassazione (la n. 23397 del 17/11/2016) che ha definitivamente stabilito che le pretese della Pubblica Amministrazione (Agenzia delle Entrate, Inps, Inail, Comuni, Regioni etc.) si prescrivono nel termine “breve” di cinque anni, eccetto nei casi in cui la sussistenza del credito non sia stata accertata con sentenza passata in giudicato o a mezzo di decreto ingiuntivo.

Qualora, invece, venga richiesto il pagamento di imposte già versate, il contribuente potrà limitarsi a presentare all’ufficio che vanta di esercitare un diritto di riscossione la ricevuta di pagamento comprovante il versamento già effettuato. In tal caso, è bene ottenere immediatamente dal funzionario competente il provvedimento di sgravio.

A tale ultimo riguardo, appare opportuno porre in rilievo che, in presenza di un pagamento già effettuato, in virtù della Legge di stabilità del 2013, è possibile documentare siffatta circostanza anche all’Agente della riscossione, attraverso un apposito modulo scaricabile proprio dal sito dell’Agente stesso, al fine di ottenere la sospensione legale della riscossione.

Annullamento cartella pagamento

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