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Bonus bebè quando e a chi spetta

Bonus bebè : Assegno di natalità requisiti, importi e come richiederlo

Postato da : Redazione | gennaio 13, 2018

Il bonus bebè è un assegno mensile per le famiglie che hanno un figlio nato, adottato o in affido preadottivo tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017.

La seconda condizione richiesta è di tipo reddituale/patrimoniale: infatti, la famiglia destinataria dell’assegno deve avere un ISEE non superiore ad euro 25.000,00.

La corresponsione dell’importo ha cadenza mensile e spetta fino al terzo anno di vita del bambino o al terzo anno dall’ingresso in famiglia del figlio adottato.

L’assegno spetta a partire dal mese di nascita o di ingresso in famiglia del figlio adottato o affidato.

Laddove il genitore richiedente non possa ottenerlo, il diritto può essere esercitato dall’altro genitore con una nuova domanda da presentare entro novanta giorni dalla decadenza della potestà o dall’affidamento esclusivo al genitore richiedente. In questa ipotesi, l’assegno spetta al nuovo genitore richiedente dal mese successivo a quello di emanazione del provvedimento giudiziario.

Se il minore è affidato in via temporanea o è stato adottato nel triennio di riferimento, il mese di decorrenza per la spettanza sarà quello dall’emanazione del provvedimento del giudice o dei servizi sociali reso esecutivo dal giudice tutelare.

Se, invece, il richiedente sia deceduto, la corresponsione prosegue in favore dell’altro genitore convivente con il figlio. In ogni caso, dovranno essere forniti all’I.N.P.S. gli elementi informativi necessari per la prosecuzione dell’assegno entro novanta giorni dalla data del decesso.

Decorsi i 90 giorni per la presentazione della domanda, l’assegno sarà corrisposto dal mese di presentazione della domanda.

L’assegno è corrisposto mensilmente per un massimo di 36 mensilità a partire dal mese di nascita o di ingresso in famiglia.

La somma dell’assegno dipende dall'ISEE del nucleo familiare:

  1.  960 euro l’anno ( 80 euro al mese per 12 mesi ) con ISEE superiore a 7.000 euro annui e non superiore a 25.000 euro annui;
  2.  1.920 eurol’anno (160 euro al mese per 12 mesi) con ISEE non superiore a 7.000 euro annui.

L’erogazione avviene da parte dell’I.N.P.S. al richiedente, tramite bonifico domiciliato, accredito su conto corrente bancario o postale, libretto postale o carta prepagata con IBAN intestati al richiedente. Alla domanda è necessario allegare il modello SR/163 pena la sospensione della stessa. Se la domanda è stata presentata dal legale rappresentante in nome e per conto del genitore minorenne o incapace di agire, il mezzo di pagamento prescelto deve essere intestato al genitore.

Qualora vi fosse un affidamento temporaneo presso altra famiglia, secondo l’art. 2 della legge 184 del 1983, l’assegno è corrisposto all’affidatario richiedente solo per la durata dell’affidamento.

Presentando la domanda nei termini di legge (entro i 90 giorni), il primo pagamento comprenderà tutte le mensilità fino ad allora accumulate.L’erogazione dell’assegno termina quando:

  1.  il figlio compie tre anni o si raggiungono tre anni dall’ingresso in famiglia. I tre anni si calcolano a partire dal mese di nascita o d i ingresso in famiglia (questo mese incluso);
  2.  il figlio raggiunge i 18 anni di età;
  3.  il richiedente perde uno dei requisiti previsti dalla legge (ad esempio in caso di trasferimento della residenza all’estero, perdita del requisito della cittadinanza o del titolo di soggiorno, perdita della convivenza con il figlio, ISEE superiore a 25.000 euro annui, revoca dell’affidamento).

Altre cause di decadenza sono:

  1.  il decesso del figlio;
  2.  la revoca dell’adozione;
  3.  la decadenza dall’esercizio della responsabilità genitoriale;
  4.  l’affidamento esclusivo del minore al genitore che non ha presentato la domanda;
  5.  l’affidamento del minore a terzi;
  6.  provvedimento negativo del giudice che determina il venir meno dell'affidamento preadottivo.

L’eventuale perdita di uno dei requisiti deve essere comunicata all’I.N.P.S. entro trenta giorni. In tal caso, o in presenza di un motivo di decadenza, il diritto può essere esercitato dall’altro genitore o dall’affidatario.

La domanda può essere presentata dal genitore che abbia:

  1.  cittadinanza italiana, di uno stato dell’Unione europea o permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o carta di soggiorno per familiare di cittadino dell’Unione europea (italiano o comunitario) non avente la cittadinanza di uno Stato membroo carta di soggiorno permanente per i familiari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro;
  2.  residenza in Italia;
  3.  convivenza con il figlio (figlio e genitore richiedente devono essere coabitanti e avere dimora abituale nello stesso comune);
  4.  ISEE del nucleo familiare del richiedente (o del minore se fa nucleo a sé perché affidato), non superiore a 25.000 euro al momento di presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio. Rileva l’ISEE minorenni del minore per il quale si richiede l’assegno visualizzabile nella specifica tabella dell’attestazione, denominata "prestazioni agevolate rivolte a minorenni o a famiglie con minorenni".

Nel caso di affidamento a terzi, sarà l’affidatario a farne richiesta. Il requisito dell’ISEE è calcolato tenendo presente che i minori in affidamento temporaneo sono considerati nuclei familiari a sé stanti, ma l’affidatario ha facoltà di considerarli parte del proprio nucleo.

In caso di ingresso di più minori (ad esempio, per parto gemellare o di ingresso in famiglia gemellare) occorre presentare una domanda per ciascun minore.

La domanda sarà presentata dal legale rappresentante per quel genitore minorenne o incapace di agire per altri motivi.

Nella Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) deve essere presente il figlio nato, adottato o in affido preadottivo per il quale si richiede l’assegno. Atteso che la DSU scade il 15 gennaio dell’anno successivo a quello della sua presentazione, ogni anno ne va presentata una nuova.

A tale proposito, giova rammentare che il pagamento dell’assegno viene sospeso finché non si presenta una nuova DSU per il rinnovo dell’ISEE. Se non viene presentata entro il 31 dicembre di ogni anno la domanda decade con perdita della relativa annualità.

Solo la DSU va presentata ogni anno e non c’è bisogno di fare una nuova domanda.

La domanda di assegno si presenta on-line all’I.N.P.S.: di regola, una sola volta per ogni figlio attraverso il servizio dedicato, che permette di visualizzarne anche l'esito. Un sms alla fine informa della fine dell’istruttoria ed avverte sulla definizione Si può anche verificare l’esito della domanda (accolta o respinta) accedendo nuovamente al servizio e selezionando nel menù interno la voce "Consultazione domande".

Il richiedente, inserendo anche il proprio indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC), può ricevere direttamente nella casella PEC il provvedimento di accoglimento o rigetto della domanda.

Per ulteriori approfondimenti, si consiglia di consultare il sito dell’I.N.P.S..

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