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Legge 5 febbraio 1992, n. 91 – Nuove norme sulla cittadinanza

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Cass. civ. Sez. I, 17/05/2017, n. 12380
Postato da : Redazione, novembre 23, 2017

La Prima Sezione civile ha affermato che l’art. 4, comma 2, della l. n. 91 del 1992, che consente allo straniero nato in Italia e che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore età di chiedere la cittadinanza italiana, va interpretato nel senso che occorre una residenza in Italia, da un


T.A.R. Lazio Roma Sez. I ter, 13/04/2017, n. 4576
Postato da : Redazione, novembre 23, 2017

L’amplissima discrezionalità dell’Amministrazione nel procedimento di concessione della cittadinanza si esplica in un potere valutativo che “si traduce in un apprezzamento di opportunità circa lo stabile inserimento dello straniero nella comunità nazionale, sulla base di un complesso di circostanze, atte a dimostrare l’integrazione del soggetto interessato nel tessuto sociale, sotto il profilo delle condizioni lavorative,


T.A.R. Lazio Roma Sez. I ter, 13/04/2017, n. 4552
Postato da : Redazione, novembre 23, 2017

L’interesse pubblico sotteso al provvedimento di concessione della particolare capacità giuridica, connessa allo status di cittadino, impone che si valutino, anche sotto il profilo indiziario, le prospettive di ottimale inserimento del soggetto interessato nel contesto sociale del Paese ospitante.


T.A.R. Lazio Roma Sez. I ter, 06/04/2017, n. 4331
Postato da : Redazione, novembre 23, 2017

Trattandosi di esercizio di potere discrezionale da parte dell’amministrazione, il sindacato sulla valutazione compiuta dall’Amministrazione, non può che essere di natura estrinseca e formale; non può spingersi, quindi, al di là della verifica della ricorrenza di un sufficiente supporto istruttorio, della veridicità dei fatti posti a fondamento della decisione e dell’esistenza di una giustificazione motivazionale


Cons. Stato Sez. III, 06/09/2016, n. 3819
Postato da : Redazione, novembre 23, 2017

In sede di giurisdizione amministrativa di legittimità il provvedimento di diniego della concessione della cittadinanza italiana è sindacabile per i suoi eventuali profili di eccesso di potere (ad es. per travisamento dei fatti o inadeguata motivazione), ma è insindacabile per i profili di merito della valutazione dell’Amministrazione.


Cons. Stato Sez. III, 11/05/2016, n. 1874
Postato da : Redazione, novembre 23, 2017

Trattandosi di richiesta di cittadinanza collegata al dato strettamente oggettivo della residenza dello straniero in Italia da almeno dieci anni, all’Amministrazione va riconosciuto un potere ampiamente discrezionale nella determinazione conclusiva del procedimento, non sindacabile nei profili dell’opportunità della scelta, stante la natura concessoria del provvedimento, cui non corrisponde la sussistenza di un diritto soggettivo in


 norme sulla cittadinanza

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