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Registrazione contratti di comodato

Registrazione dei contratti di comodato: tutto ciò che c’è da sapere

Postato da : Redazione | dicembre 14, 2017

Il contratto che consente ad una parte di consegnare all'altra un bene mobile o immobile, affinché se ne serva per un tempo o per un uso determinato, con l'obbligo di restituire lo stesso bene ricevuto si definisce contratto di comodato Il comodato è essenzialmente gratuito (art. 1803 del c.c.) e può essere redatto in forma verbale o scritta.

I comodati di beni immobili sono soggetti a registrazione se:

a) redatti in forma scritta (in tal caso saranno necessarie tre copie sottoscritte in originale, una per l’ufficio e una copia per ciascuno dei contraenti).

In tale ipotesi la registrazione deve avvenire:

- entro 20 giorni dalla data dell’atto ove non sia stipulato in forma notarile (scrittura privata non autenticata);

- entro 30 giorni dalla data dell’atto, ove sia stipulato in forma notarile, considerato che la registrazione avviene tramite il Modello Unico informatico (MUI);

- entro 60 giorni dalla data dell’atto ove sia formato all’estero (articolo 13 del D.P.R. n. 131/86).

b) stipulati in forma verbale, ma eventualmente riportati in un altro atto sottoposto a registrazione.

Nel caso si tratti di contratti di comodato gratuito stipulati verbalmente, relativi a immobili, si può procedere alla registrazione al fine di fruire dell’agevolazione IMU/TASI introdotta dalla legge di stabilità 2016. In tal caso la registrazione sarà effettuata presso un qualunque ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate con la seguente necessaria documentazione:

1) il modello di richiesta di registrazione (modello 69) in duplice copia in cui, come tipologia dell’atto, dovrà essere indicato “Contratto verbale di comodato”;

2) ricevuta del pagamento di 200 euro per l'imposta di registro effettuato con modello F23 (codice tributo 109T).

Per i contratti di comodato in forma scritta è, inoltre, dovuta l’imposta di bollo, che è assolta con i contrassegni telematici (ex marca da bollo) che riporti la data di emissione non successiva alla data di stipula.

L’importo dei contrassegni deve essere di 16 euro ogni 4 facciate scritte e, comunque, ogni 100 righe.

La legge di stabilità 2016 (articolo 1, comma 10, della legge 208/2015) prevede che la base imponibile ai fini IMU/TASI possa essere ridotta del 50% per le unità immobiliari (ad eccezione di quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9) concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta, entro il primo grado, che le utilizzano come abitazione principale.

Per usufruire di tale agevolazione è necessario registrare il contratto di comodato.

Sanzioni per omessa registrazione

In caso di omessa registrazione del contratto di comodato si può’ sanare la propria posizione mediante ravvedimento operoso, ma in tal caso la violazione non deve essere stata già notificata, e non devono esserci state, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore o i soggetti solidalmente obbligati, abbiano avuto formale conoscenza.

L’articolo 69 del D.P.R. n. 131/86, in caso di mancata registrazione, prevede l’applicazione della sanzione amministrativa dal 120% al 240% dell’imposta dovuta.

Se la richiesta di registrazione è effettuata con ritardo non superiore a 30 giorni, la sanzione amministrativa andrà dal 60% al 120% dell’imposta dovuta, con un minimo di € 200,00.

Per il comodato di beni immobili l’Imu deve essere versato dai soggetti proprietari dell’immobile oppure dai titolari di un diritto di uso, usufrutto, abitazione, enfiteusi e superficie su fabbricati, terreni ed aree edificabili.

Infatti, il comodatario è un semplice detentore del bene immobile, con la conseguenza che non deve pagare l’Imu. Per quanto riguarda la Tasi, l’imposta deve essere ripartita tra proprietario e comodatario e nel caso in cui uno dei due non dovesse pagare, l’altro non ne risponde in via solidale.

L’occupante versa la Tasi nella misura, stabilita dal comune nel regolamento, compresa fra il 10 e il 30% dell’ammontare complessivo e può avere un’aliquota agevolata nel caso di abitazione principale.

Se il Comune non delibera la suddivisione tra proprietario e comodatario, quest’ultimo deve pagare il 10% dell’imposta. Il comodatario è il soggetto che occupa l’immobile e come tale è tenuto al pagamento della Tari, tassa sui rifiuti.

Registrazione contratti comodato

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