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Registrazione contratti pubblici amministrativi

Tutto ciò che c’è da sapere per registrare i contratti pubblici amministrativi

Postato da : Redazione | dicembre 23, 2017

Dal 1° gennaio 2013, i contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, al fine di evitarne la nullità, devono essere stipulati con una delle seguenti forme:

  • atto pubblico notarile informatico;
  • forma pubblica amministrativa a cura dell’Ufficiale rogante dell’amministrazione aggiudicatrice, con modalità elettronica secondo le norme vigenti per ciascuna stazione appaltante;
  • scrittura privata.
  • Sulla piattaforma SISTER è possibile, utilizzando la procedura “adempimento Unico”, registrare gli atti pubblici amministrativi attraverso il mezzo telematico; per abilitarsi è prevista la compilazione di un modulo di adesione presente sul sito dell’Agenzia delle Entrate, da parte dal legale rappresentante dell’ente.

    Il modulo di adesione, unitamente alle copie dei documenti di riconoscimento del richiedente e del soggetto da abilitare, deve essere inviato, a mezzo raccomandata, all’Agenzia delle Entrate ufficio provinciale di Roma – Territorio, via Raffaele Costi 60 – 00155 Roma.

    In alternativa, è consentito trasmettere tutta la documentazione a mezzo pec all'indirizzo: up_roma1@pce.agenziaterritorio.it.

    L’obbligo o meno della registrazione dei contratti pubblici dipende dalla forma di stipulazione del contratto scelta dall’Amministrazione tra quelle previste dall’art. 11, comma 13, del D.lgs. n. 163/06 (Codice appalti).

    Il Regolamento interno adottato da ciascuna Amministrazione con riferimento alle modalità di stipulazione dei contratti pubblici fornisce le istruzioni in merito alle restrizioni in materia di contratti di appalto.

    Il D.P.R. 26/04/1986, n. 131 (Testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro) prevede che i contratti stipulati mediante atto pubblico notarile o forma pubblica amministrativa sono sempre soggetti a registrazione, mentre i contratti stipulati mediante scrittura privata non autenticata sono soggetti a registrazione solo in caso d’uso, ossia quando l’atto è depositato per essere acquisito agli atti nell’esercizio di attività amministrative espletate dalle amministrazioni statali o dagli enti pubblici territoriali e dai relativi organi di controllo.

    “Si ha caso d’uso quando un atto si deposita, per essere acquisito agli atti, presso le cancellerie giudiziarie nell’esplicazione di attività amministrative o presso le amministrazioni dello Stato o degli enti pubblici territoriali e i rispettivi organi di controllo, salvo che il deposito avvenga ai fini dell’adempimento di un’obbligazione delle suddette amministrazioni, enti o organi ovvero sia obbligatorio per legge o regolamento” (art. 6 D.P.R. 26/04/1986, n. 131).

    Anche i soggetti su cui grava l’onere di procedere alla registrazione dipendono dalla forma di stipulazione del contratto scelta dall’Amministrazione (art. 10 DPR 26/04/1986, n. 131).

    Sono infatti obbligati a richiedere la registrazione:

  • le parti contraenti per le scritture private non autenticate, per i contratti verbali e per gli atti pubblici e privati formati all’estero (…);
  • i notai, gli ufficiali giudiziari, i segretari o delegati della pubblica amministrazione e gli altri pubblici ufficiali per gli atti da essi redatti, ricevuti o autenticati (...).
  • Gli oneri fiscali a carico dell’aggiudicatario sono:

    a) l’imposta di bollo, dovuta per qualunque forma di stipula del contratto (quindi, anche nel caso di scrittura privata non registrata) mediante apposizione sull’atto originale di una marca da bollo ogni 4 facciate, secondo quanto previsto dal D.P.R. n. 642/1972;

    b) l’imposta di registro, dovuta in misura fissa solo nel caso in cui il contratto sia registrato (quindi, per gli atti pubblici notarili, le forme pubbliche amministrative e le scritture private registrate in caso d’uso), secondo quanto previsto dal D.P.R. n. 131/1986.

    La determinazione n. 1 datata 13 febbraio 2013 dell’Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, nel fornire indicazioni interpretative sull’applicazione dell’art. 11, comma 13, del Codice dei contratti pubblici, ha confermato la tesi dell’obbligatorietà della “forma elettronica” per la stesura degli atti in forma pubblica amministrativa (oltre che per gli atti notarili), affermando, però, che la forma cartacea restava legittima in caso di scrittura privata. Inoltre la Corte dei Conti – Sezione Regionale di Controllo per la Lombardia, con deliberazione-parere n. 97 del 18 marzo 2013, ha ritenuto che la comminatoria di nullità prevista dalla norma è riferita a tutte le forme ad substantiam previste dalla disposizione in argomento; la stipula in forma pubblico-amministrativa deve utilizzare la forma elettronica solo se essa è prevista per esclusività da specifiche norme di legge o di regolamento applicabili alla stazione appaltante; l’adozione del rogito notarile condurrà, invece, all’utilizzo esclusivo del documento informatico notarile.

    In effetti la disposizione precedente del Codice dei contratti pubblici disponeva che “il contratto è stipulato mediante atto pubblico notarile, o mediante forma pubblica amministrativa a cura dell’Ufficiale rogante dell’amministrazione aggiudicatrice, ovvero mediante scrittura privata, nonché in forma elettronica secondo le norme vigenti per ciascuna stazione appaltante”.

    In tal modo, quindi, si prevedeva una formula alternativa che oggi non esiste più. La motivazione sottesa alla disposizione era finalizzata a consentire a tutte le pubbliche amministrazioni un lento passaggio alle nuove procedure di carattere informatico, evitando bruschi cambiamenti. Purtroppo, tutte le pubbliche amministrazioni hanno continuato ad operare secondo gli schemi tradizionali, non ponendosi nemmeno il problema dell’informatizzazione.

    Pertanto, il Legislatore, in occasione del Decreto di sviluppo 2 (o Decreto Crescitalia) ha introdotto la suindicata modifica.

    Successivamente è dovuto ancora intervenire lo stesso Legislatore a mitigare la portata dell’innovazione normativa con l’art. 6, commi 6 e 7, del D.L. 23-12-2013 n. 145 convertito poi dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9.

    Quali sono le difficoltà di carattere operativo che incontrano le pubbliche amministrazioni nello stipulare in modalità digitale?

    E’ necessario che gli aggiudicatari dei contratti siano muniti di firma digitale (o altra firma elettronica qualificata o avanzata) e per tale motivo è opportuno, nel caso in cui per la stipula del contratto si determina la forma pubblica amministrativa o scrittura privata, di far prevedere nel bando o lettera d’invito che il contratto sarà redatto e sottoscritto in modalità elettronica e, di conseguenza, il rappresentante dell’aggiudicatario dovrà risultare munito di firma digitale.

    Altra prassi da eseguire è la registrazione on line, nello specifico la registrazione degli atti pubblici da parte dei segretari è diventata obbligatoria dal 1/1/2013. La stessa registrazione avviene mediante una piattaforma WEB gestita dall'Agenzia del Territorio La modalità informatica di stipula comporta che per l'apposizione dei bolli, se l'atto è soggetto a registrazione, il pagamento dovrà effettuarsi in modalità telematica contestualmente alla registrazione.

    La maggiore difficoltà è la realizzazione di un archivio elettronico che possa custodire tutti gli atti nel rispetto della normativa.

    La questione non è affatto semplice poiché la conservazione dei documenti digitali rimane una delle attività più delicate da porre in essere nel rispetto di quanto disposto dagli artt. 43, 44 e 44-bis del Codice dell’Amministrazione Digitale e dei relativi DPCM applicativi. La gestione informatica dei documenti in modalità avanzata è così denominata perché si tratta di una soluzione che favorisce le potenzialità dell’informatizzazione dei documenti e degli archivi. La gestione dei documenti comprende attività assai varie, che differiscono per il grado di funzionalità. Il presupposto fondamentale è la scomparsa dei documenti cartacei e, quindi, della disponibilità degli stessi a livello informatico.

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