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Non deve essere considerato un evento raro che il contribuente versi all’Erario imposte non dovute. E’ evidente che in una ipotesi del genere sorge in capo al contribuente il diritto al rimborso di quanto versato in eccedenza. Qui una guida su tutto ciò che c'è da sapere: tempi e modi di presentazione della domanda.

Tutto ciò che c’è da sapere sui rimborsi di imposte non dovute

Postato da : Redazione | gennaio 13, 2018

Se un contribuente ha versato imposte, non dovute, ha diritto al rimborso.

Poco importa, in questi casi, se l’errore da cui è scaturito il pagamento indebito è stato proprio o dell’Amministrazione finanziaria: la regola è che chi ha pagato un’imposta non dovuta o superiore a quella richiesta ha diritto ad ottenere il rimborso. Nell’ipotesi di versamento di imposta non dovuta o eccedente l’importo da corrispondere all’Erario, al fine di ottenerne il rimborso, occorre presentare una apposita istanza entro i seguenti termini previsti a pena di decadenza

DOMANDA DI RIMBORSO PERTERMINE DI DECADENZA
Imposte sui redditi (Irpef, Ires e imp. sostitutive)48 mesi
Versamenti diretti48 mesi
Ritenute operate dal sostituto d’imposta48 mesi
Ritenute dirette operate dallo Stato e da altre P.A.48 mesi
Imposte indirette (registro, successioni e donazioni, bollo, eccetera)36 mesi

L’istanza di rimborso deve essere presentata a mano o notificata tramite raccomandata con ricevuta di ritorno all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competente in base al domicilio fiscale del soggetto richiedenteal momento della presentazione della dichiarazione dei redditi da cui genera il rimborso (o, per le imposte indirette, all’ufficio dove è stato registrato l’atto o la successione). La domanda va redatta su carta semplice e deve contenere, innanzitutto, i dati anagrafici e l’attività svolta dal richiedente, le indicazioni in merito alla data, alla tipologia (saldo o acconti) e all’anno di imposta dei versamenti di cui si chiede il rimborso, allegandone anche, per sicurezza una copia.

Inoltre, deve contenere i motivi in base ai quali si ritiene di aver diritto al rimborso. Alla domanda vanno allegate le distinte dei versamenti eseguiti o le certificazioni delle ritenute subite.

Si tenga conto che come principio assoluto il diritto di chiedere il rimborso si prescrive in quattro anni dalla data del pagamento dell’indebito.

Pervenuta l’istanza di rimborso, con i termini e le modalità sopra indicate, il passaggio successivo è di attendere una risposta positiva, negativa o assente, da parte dell’Agenzia delle Entrate. In particolare, possono verificarsi tre ipotesi:

Nel caso di domanda accolta,e il contribuente ha fornito all’Agenzia delle Entrate le coordinate del suo conto corrente bancario o postale, il rimborso, qualunque sia l’importo, viene accreditato su quel conto. In caso di conto corrente chiuso o di coordinate comunicate o acquisite in modo errato, l’accredito della somma non va a buon fine. Le coordinate bancarie o postali presso cui il contribuente desidera l’accredito dei rimborsi può essere effettuata in ogni momento, indipendentemente dall’ammontare del rimborso atteso e senza che sia necessario alcun invito da parte dell’Agenzia delle EntrateIn caso di assenza di indicazioni circa le coordinate del conto corrente bancario o postale, il rimborso viene erogato con modalità diverse a seconda della somma da riscuotere:

  • Per gli importi fino a €. 999,99, comprensivi di interessi, il contribuente riceve un invito a presentarsi in un qualsiasi ufficio postale presso il quale, esibendo un documento d’identità, può riscuotere il rimborso in contanti;
  • Per gli importi oltre €. 999,99 e fino a €. 51.645,69, comprensivi di interessi, al contribuente arriva un invito a comunicare le coordinate del proprio conto corrente, unitamente a un modello da compilare e consegnare, entro il termine indicato, a un ufficio postale. Se il contribuente non consegna il modello e non fornisce le coordinate del proprio conto, il rimborso viene eseguito con l’emissione di un vaglia della Banca d’Italia;
  • Per gli importi superiori a €. 51.645,69, comprensivi di interessi, e per i rimborsi di soli interessi di qualsiasi importo, la restituzione avviene, per ragioni di sicurezza, esclusivamente tramite accredito su conto corrente bancario o postale.

Nel caso di una comunicazione negativa notificata dall’Agenzia questa spiegherà i motivi del diniego dell’istanza presentata. Tuttavia il contribuente può presentare Istanza di reclamo/mediazione oppure il ricorso alla competente Commissione tributaria provinciale entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento di rigetto;

Non di rado,vie’ la fattispecie per cui l’ufficio non fornisce una risposta,in tal caso di fronte al “silenzio rifiuto“, la domanda di rimborso deve ritenersi respinta. Trascorsi almeno 90 giorni dalla presentazione della domanda ed entro il termine di prescrizione, ordinariamente decennale, l’interessato può presentare l’istanza di reclamo/mediazione o ricorrere alla Commissione tributaria.

In caso di diniego espresso o di rifiuto tacito al rimborso trascorsi 90 giorni dalla proposizione della domanda, il contribuente può intraprendere la via del contenzioso.

Presenterà istanza di reclamo/mediazione (e non il ricorso) se l’imposta di cui chiede il rimborso non supera i €. 20.000.Il valore sarà calcolato in riferimento all’imposta chiesta a rimborso, al netto di interessi o altri accessori. Se la domanda di rimborso riguarda più annualità, il valore della lite è dato dall’importo di ogni singolo periodo d’imposta.

Il rimborso fa seguito alla presentazione dell’istanza da parte del contribuente Vi sono anche casi in cui invece, il rimborso deve avvenire d’ufficio: cioè l’Amministrazione finanziaria, non appena riscontra un credito del contribuente, è tenuta a rimborsarglielo di propria iniziativa.

Questa prassi viene applicata principalmente per i crediti risultanti durante il controllo formale o la liquidazione della dichiarazione dei redditi oppure delle somme indebitamente riscosse a causa di errori materiali e duplicazioni imputabili all’Agenzia delle Entrate. La stessa Agenzia delle Entrate a comunicarvi l’importo del vostro credito, lasciando a voi soltanto il compito di comunicare l’Iban del vostro conto corrente per ottenere l’accredito.

Rimborsi imposte non dovute

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