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Rimborso imposte da dichiarazione: se, come e quando si possono ottenere le maggiori imposte versate. Qui una guida pratica su cosa fare

Se, come e quando si possono ottenere le maggiori imposte versate

Postato da : Redazione | dicembre 22, 2017

Con il modello 730 si può ottenere il rimborso direttamente dal datore di lavoro o ente pensionistico in busta paga o nella pensione.

Giova rammentare che, in alternativa al rimborso, dal 2014 è possibile scegliere di utilizzare il credito che risulta dal modello 730 al fine di pagare mediante compensazione, oltre all’Imu, anche le altre imposte che possono essere versate con il modello F24.

Se, per qualunque motivo, il rimborso non viene effettuato, se ne può fare richiesta all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate del luogo di residenza. In questo caso, occorre allegare una certificazione con cui il datore di lavoro o l’ente pensionistico attesti di non aver eseguito il conguaglio e di non aver, quindi, rimborsato le imposte.

E’ previsto che l’Agenzia delle Entrate effettui controlli preventivi sulle dichiarazioni che determinano un rimborso di importo superiore ad Euro 4.000,00. Se, al termine del controllo, il rimborso risulta spettante, l’Agenzia provvederà ad erogarlo non oltre il sesto mese successivo al termine previsto per la trasmissione della dichiarazione, oppure dalla data di trasmissione, se successiva a questo termine.

Quando si utilizza il modello Redditi (che dal 2017 sostituisce il modello Unico), il contribuente deve espressamente indicare nel quadro RX di voler ricevere il rimborso del credito. La scelta alternativa è quella del riporto del credito all’anno successivo o la sua compensazione con altri tributi da versare. Dopo gli opportuni controlli, la somma è rimborsata dall’Agenzia delle Entrate.

E’ bene precisare che il rimborso del 730 - o, comunque, il rimborso che deriva da una dichiarazione dei redditi - è il rimborso dell’Irpef.

Per quel che riguarda il “se, come e quando” si potranno riavere indietro le maggiori imposte e tasse versate occorre precisare quanto segue.

Il rimborso Irpef del 730 viene versato nella busta paga di luglio e prende il nome di conguaglio Irpef, per cui in questo mese il datore di lavoro effettuerà il calcolo al fine di verificare se il dipendente è a credito o a debito di imposta in base alle risultanze delle trattenute effettuate sugli stipendi dei mesi precedenti e alle detrazioni che gli sono state comunicate. Naturalmente, ai fini di tale verifica, dovrà tener conto delle ultime novità fiscali di cui è necessario prendere atto anche in sede di calcolo. I riferimenti divengono, quindi, il CUD e le comunicazioni effettuate al datore di lavoro in ordine alle detrazioni e deduzioni di imposta.

Il rimborso Irpef di fine anno può essere positivo o negativo a seconda di quello che è stato comunicato al datore di lavoro; in particolare: il reddito da lavoro dipendente, le ritenute di imposta fiscali scalate in busta paga mensilmente, le detrazioni e le deduzioni (ad esempio, interessi su mutuo per l’abitazione principale, deduzioni per figli a carico, assegni di mantenimento, agevolazioni fiscali per i lavori di ristrutturazione, ecc).

Le risultanze del 730 sono quelle che emergono dal mod. 730-3 o 730-4, a seconda che siano compilati dal datore di lavoro e rispettivamente inviati direttamente o inviati ad un professionista commercialista abilitato o ad un CAF (centro di assistenza fiscale).

A tal fine occorre chiarire che con il modello 730 nasce l’eventuale rimborso a debito o a credito sulla base di quanto stabilito dal DM n.164 del 1999 e che sarà decurtato (se da pagare) o accreditato (se da ricevere perché si è a credito) nella busta paga relativa al mese di luglio.

Per quanto riguarda il modello Unico, vi sono alcune differenze considerato che vi è sia il quadro CR dove esporre i crediti di imposta di diversa natura sia un quadro apposito (Quadro RX) dove sono indicate le risultanze a credito o a debito.

Appare opportuno tenere in considerazione che i crediti relativi all’Irpef, alle addizionali regionali e comunali di importo pari o inferiore a 12 euro non sono rimborsabili né utilizzabili in compensazione. Allo stesso modo, i crediti relativi ad Iva, ad Imposte sostitutive e alle altre imposte indicate nel quadro RX di importo pari o inferiori a 10 euro non sono rimborsabili.

E’ possibile optare o per il rinvio a futuri esercizi del credito per la compensazione con futuri debiti di imposta o alla richiesta del rimborso del credito irpef. Qualora si decida di chiedere il rimborso del credito Irpef risultante dalla presente dichiarazione, cioè il credito dovuto dalla precedente dichiarazione, il contribuente, per ridurre i tempi di erogazione del rimborso, può comunicare direttamente all’Agenzia delle Entrate le proprie coordinate bancarie mediante i canali telematici dell’Agenzia stessa o presentare la richiesta di accreditamento ad un qualsiasi ufficio locale.

Se il contribuente non ha utilizzato il credito in compensazione con il modello F24 e non esercita il suo diritto al credito nella dichiarazione successiva o se questa non è presentata perché ricorrono le condizioni di esonero, può chiedere il rimborso presentando un’apposita istanza agli Uffici dell’Agenzia delle Entrate competenti in base al domicilio fiscale. Se il contribuente nell’anno successivo, ricorrendo le condizioni di esonero, non presenta la dichiarazione, può comunque indicare il credito in questione nella prima dichiarazione successivamente presentata.

Nel caso di incapienza di imposte da versare e nell’impossibilità di utilizzare le detrazioni, si potrà ricorrere allo strumento della cessione del credito. Infatti, è riconosciuta la possibilità di cedere alcune detrazioni a soggetti determinati.

Rimborso imposte da dichiarazione

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