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Servitù: acquisto per destinazione del padre di famiglia

Acquisto della servitù per destinazione del padre di famiglia

Postato da : Redazione | dicembre 25, 2017

Il tema dell’acquisto delle servitù per destinazione del padre di famiglia impone l’approfondimento della distinzione tra servitù apparenti e servitù non apparenti, dal momento che solo le prime possono essere acquistate mediante queste due modalità acquisitive. Le servitù non apparenti sono quelle che non hanno opere visibili e permanenti destinate al loro esercizio (articolo 1061 cod. civ.). Ne discende che il requisito dell'apparenza consiste nella presenza di opere permanenti, artificiali o naturali, obiettivamente destinate all’esercizio della servitù, così da rivelare, per la loro struttura e funzionalità, l'esistenza del peso gravante sul fondo servente, e visibili, in modo da escludere la clandestinità del possesso e da farne presumere la conoscenza al proprietario del fondo asservito. E’ chiaro, quindi, che il requisito in esame deve essere legato ad una situazione oggettiva di fatto di per sé rivelatrice dell'assoggettamento di un fondo ad un altro per la presenza di opere inequivocamente destinate all'esercizio della servitù e deve, conseguentemente, dipendere dalle oggettive caratteristiche dell'opera e non dal modo in cui questa è stata utilizzata.

L'accertamento dell'apparenza della servitù, al fine di stabilire se questa possa essere acquistata per destinazione del padre di famiglia, è una quaestio facti rimessa alla valutazione del giudice del merito e, come tale, è incensurabile in sede di legittimità se sorretta da motivazione congrua ed immune da vizi logici e giuridici.

Per quanto riguarda il tema della costituzione della servitù per destinazione del padre di famiglia - che si determina non in virtù di una manifestazione di volontà negoziale, ma per la presenza di opere visibili e permanenti destinate all'esercizio della servitù, assumendo, pertanto, la rilevanza di un fatto lecito – occorre preliminarmente sottolineare che essa ha per presupposto che due fondi (o due porzioni del medesimo immobile), appartenenti in origine allo stesso proprietario (o agli stessi comproprietari), siano stati posti dallo stesso (o dagli stessi) in una situazione di subordinazione, dell'uno rispetto all'altro, idonea ad integrare il contenuto di una servitù prediale e che, all'atto della separazione, sia mancata una manifestazione di volontà tale da escludere la preesistente relazione di sottoposizione di un fondo (o di una porzione di fondo) rispetto all'altro (articolo 1062 cod. civ.).

Una volta sorte, per destinazione del padre di famiglia, due servitù di diverso contenuto a vantaggio di due fondi confinanti, ciascuno dei quali dominante e servente al tempo stesso, si è di fronte a due distinti pesi aventi ciascuno la propria autonomia, con la conseguenza che l'estinzione dell'uno non travolge la conservazione e l'efficacia dell'altro.

Ai sensi del secondo comma dell’articolo 1062 del cod. civ., “se i due fondi cessarono di appartenere allo stesso proprietario, senza alcuna disposizione relativa alla servitù, questa si intende stabilita attivamente e passivamente a favore e sopra ciascuno dei fondi separati”.

Servitu acquisto per destinazione padre famiglia

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modalità di esercizio e di godimento della servitù

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