Rassegna Sentenze
Massimario Giurisprudenza
Home

Tutela cautelare: il procedimento

Tutela cautelare: il procedimento

Postato da : Redazione | dicembre 26, 2017

Ai sensi dell’art. 669 sexies c.p.c., il giudice, sentite le parti, omessa ogni formalità non essenziale al contraddittorio, procede nel modo che ritiene più opportuno agli atti di istruzione indispensabili in relazione ai presupposti e ai fini del provvedimento richiesto, e provvede con ordinanza all’accoglimento o al rigetto della domanda.

Quando la convocazione della controparte potrebbe pregiudicare l’attuazione del provvedimento, provvede con decreto motivato assunte, ove occorra, sommarie informazioni.

In tale ipotesi, il giudice, con lo stesso decreto, fissa l’udienza di comparizione delle parti davanti a sé entro un termine non superiore a quindici giorni, assegnando all’istante un termine perentorio non superiore a otto giorni per la notificazione del ricorso e del decreto (se, invece, la notificazione deve effettuarsi all’estero, i termini sono triplicati). A tale udienza il giudice, con ordinanza, provvederà a confermare, modificare o revocare i provvedimenti emanati con decreto motivato.

E’ evidente che il legislatore ha inteso disciplinare sia l’ipotesi in cui il provvedimento venga assunto in contraddittorio sia l’ipotesi in cui il provvedimento venga assunto inaudita altera parte.

Nel primo caso, il giudice può compiere tutti gli atti di istruzione che ritiene indispensabili; pertanto, la dottrina ritiene possibile che l’autorità giudiziaria possa disporre l’ispezione di luoghi, assumere testimonianze, ecc. (CONSOLO).

Nel secondo caso il giudice, ai fini dell’emanazione del decreto, potrà solo assumere sommarie informazioni, mentre il contraddittorio sarà semplicemente differito e, come già accennato, all’udienza di comparizione delle parti il giudice, con ordinanza, confermerà, modificherà o revocherà il provvedimento assunto con decreto motivato.

La giurisprudenza di merito ha ben chiarito che l’istanza ex art. 669 sexies, secondo comma, c.p.c. richiede, quale necessario presupposto, la dimostrazione dell’esistenza dello speciale pregiudizio consistente nel rischio che, nei giorni intercorrenti fra la notifica del ricorso e l’udienza fissata per la sua trattazione, vengano realizzati atti o comportamenti idonei a rendere inutile la successiva eventuale misura di cautela, solo così potendosi ritenere validamente introdotta una procedura che prevede il differimento del contraddittorio pur a fronte delle rilevanti conseguenze che l’adozione del provvedimento è in grado di provocare alla controparte; una soluzione interpretativa diversa avrebbe come pratico effetto di rendere equivalenti nei presupposti i procedimenti con attivazione immediata del contraddittorio (art. 669 sexies, primo comma, c.p.c.) e a contraddittorio differito (secondo comma), e di fatto discrezionale l’adozione dell’uno o dell’altro da parte del giudice chiamato a pronunciarsi sulla istanza di misura cautelare, e ciò in contrasto con la stessa oggettività del dato normativo, che, invece, si deve sottolineare, espressamente offre opzioni procedimentali diverse, la cui diversificazione non può che attingere al profilo della differente qualificazione del pericolo richiesto, stante la comune necessità di un identico requisito di apparenza o di verosimiglianza del diritto cautelando (Trib. Como, 19.3.11).

In caso di mancata fissazione dell’udienza, è stato deciso che qualora il giudice, nell’accogliere la domanda cautelare con decreto “inaudita altera parte”, non abbia fissato l’udienza per la conferma, il provvedimento cautelare è nullo e il giudice del reclamo deve rimettere le parti davanti al giudice della cautela per la trattazione e decisione della domanda cautelare (Trib. Trani, 2.3.99, Foro. It., 1999, I, 1351).

In senso contrario è stato deciso che la mancata fissazione dell’udienza non determina l’inefficacia della tutela cautelare concessa dal momento che il giudice può effettuare il dovuto controllo alla prima udienza di comparizione, ex artt. 180 [e 183] c.p.c. (Trib. Aquila, 31.10.02).

Infine, se per la notifica del decreto e del ricorso non viene rispettato il termine perentorio di otto giorni, la giurisprudenza prevede, alternativamente, l’inefficacia o la revoca o la nullità del provvedimento concesso.

Sul punto, di recente, la giurisprudenza di merito ha chiarito che quanto all’assegnazione al ricorrente di un termine superiore a quello di otto giorni, previsto dall’art. 669 sexies c.p.c., deve ritenersi che, dovendo la parte conoscere il contenuto delle norme di legge, la notifica eseguita oltre il termine di otto giorni normativamente previsto, sia, in linea di principio, affetta da nullità. Deve, tuttavia, tenersi presente il principio generale della sanatoria degli atti nulli per raggiungimento dello scopo, codificato dall’art. 156 c.p.c. Il termine di otto giorni, stabilito per la notifica del decreto, è volto ad assicurare una pronta e sollecita instaurazione del contraddittorio, in considerazione dei pregiudizi che il sequestro determina a carico della parte che ne è colpita. Deve, dunque, ritenersi che la notificazione del ricorso e del decreto in ipotesi nulla, perché eseguita oltre il termine di otto giorni, possa dirsi sanata per effetto della costituzione del resistente che - come avvenuto nel caso di specie - svolga compiutamente le proprie difese, eventualmente godendo di un termine ad hoc, prima che il giudice decida se confermare con ordinanza il decreto (Trib. Como, 10.5.11).

Tutela cautelare procedimento

Tutela cautelare procedimento

Tags

conseguenze notifica oltre il termine di otto giorni

Cerca

Proprietà intellettuale

Ogni diritto sui contenuti (a titolo esemplificativo testi e architettura del sito) è riservato ai sensi della normativa vigente.

I contenuti delle pagine del sito non possono, nè totalmente nè in parte, essere copiati, riprodotti, trasferiti, caricati, pubblicati o distribuiti in qualsiasi modo senza il preventivo consenso scritto della Redazione, fatta salva la possibilità di immagazzinarli nel proprio computer o di stampare estratti delle pagine di questo sito unicamente per utilizzo personale.

Qualsiasi forma di link al presente sito se inserita da soggetti terzi non deve recare danno all'immagine e alle attività della Redazione.

E' vietato il cd. deeplinking ossia l'utilizzo non trasparente, su siti di soggetti terzi, di parti del sito.

L'eventuale inosservanza delle presenti disposizioni, salvo esplicita autorizzazione scritta, sarà perseguita nelle competenti sedi giudiziarie civili e penali.