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Tutela cautelare e ricorso straordinario ex art. 111 Cost.

Tutela cautelare: inammissibilità del ricorso straordinario ex art. 111 Cost.

Postato da : Redazione | dicembre 26, 2017

Il ricorso straordinario, ai sensi dell’art. 111 Cost., è logicamente e giuridicamente ammissibile solo se può determinare, in astratto, con la potenziale decisione negativa su di esso, il giudicato sostanziale del provvedimento impugnato.

L’orientamento unanime della Suprema Corte insegna che costituisce ius receptum che sono impugnabili con ricorso straordinario per Cassazione, i provvedimenti pronunciati dagli organi giurisdizionali che, sebbene non qualificati dalla legge come sentenze, hanno natura di decisione, perché giudicano in ordine a situazioni di diritto sostanziale delle parti e, perciò, presentano attitudine alla formazione del giudicato, e sono definitivi, nel senso di non essere soggetti secondo la legge a riesame, né da parte del giudice che li ha emessi né da parte di altro giudice. La soluzione della questione postula, evidentemente, il concetto di sentenza in senso sostanziale, nel quale rientrano - secondo un principio consolidato nella giurisprudenza di questa Corte - tutti i provvedimenti pronunciati dagli organi giurisdizionali che, sebbene non qualificati dalla legge come sentenze, hanno natura di decisione, perché giudicano in ordine a situazioni di diritto sostanziale delle parti e perciò presentano attitudine alla formazione del giudicato. Invero, al fine di stabilire se un provvedimento abbia natura di ordinanza o di sentenza e sia, quindi, soggetto ai mezzi di impugnazione previsti per le sentenze, occorre aver riguardo non già alla sua forma esteriore e alla qualificazione attribuitagli dal giudice che lo ha emesso, ma agli effetti giuridici che è destinato a produrre. Sotto tale profilo il provvedimento non ha il carattere della decisorietà e della definitività quando la pronuncia spieghi i suoi effetti solo sul piano processuale, producendo la sua efficacia soltanto all’interno del processo, con la conseguenza che, in tali casi, non è suscettibile di impugnazione innanzi al giudice di grado superiore (cfr. Cass. civ., 3.8.01, n. 10731) (Cass. civ., 28.6.12, n. 10862).

Tale conclusione ancor oggi è incompatibile con la circostanza, normativamente prevista, che altra sentenza, “anche non passata in giudicato”, possa far venir meno ogni efficacia del provvedimento cautelare “anticipatorio” impugnato, qualora accerti la inesistenza del diritto a cautela del quale questo è stato emesso; pertanto, l’ordinanza cautelare anticipatoria degli effetti di sentenza, potendo venir meno per la ragione indicata, è inidonea a divenire giudicato e non è assimilabile alle sentenze rebus sic stantibus o a stabilità provvisoria, ovvero a quelle che hanno effetto di giudicato interno, essendo irrilevanti al di fuori di un certo processo.

Le sentenze di cui sopra contengono, comunque, un accertamento che fa stato tra le parti, di regola relativo a un rapporto di durata o che permane nel tempo, con conseguente loro modificabilità, mentre il provvedimento cautelare anticipatorio del contenuto di una sentenza ha una stabilità della sua efficacia esecutiva, ma non dell’accertamento su cui esso si basa, che può sempre venir meno in conseguenza di altra pronuncia, che in tanto può incidere su di essa senza costituire giudicato, in quanto il provvedimento urgente è solo apparentemente definitivo (Cass. civ., sez. un., 28.12.07, n. 27187).

In conclusione, il principio di diritto affermato dal Supremo Collegio, sia in relazione all’istanza di regolamento preventivo di giurisdizione - esaminata nel precedente paragrafo - sia in relazione al ricorso straordinario ex art. 111 Cost, è espresso nei termini che seguono: contro i provvedimenti urgenti anticipatori degli effetti della sentenza di merito, emessi ai sensi dell’art. 700 c.p.c. non è proponibile il ricorso straordinario per Cassazione, ai sensi dell’art. 111 Cost., perché detti atti sono privi di stabilità e inidonei a divenire giudicato, ancorché nessuna delle parti del procedimento cautelare abbia interesse a iniziare l’azione di merito, avendo la tutela cautelare soddisfatto ogni esigenza del ricorrente e non avendo interesse il resistente a dedurre, comunque, la inesistenza del diritto cautelato; tale ricorso, qualora il provvedimento urgente sia stato pronunciato ante causam, e non sia iniziato il giudizio di merito a tutela del diritto cautelato, non può valutarsi, anche se il ricorrente lo richieda, come istanza di regolamento preventivo di giurisdizione, ai sensi dell’art. 41 c.p.c., da qualificare anche essa inammissibile, finché l’istante non abbia iniziato un giudizio di merito per il quale sorge l’oggetto del procedimento unitamente all’interesse concreto e attuale a conoscere il giudice dinanzi al quale lo stesso deve eventualmente proseguire, anche se diverso da quello che ha emesso il provvedimento urgente in via anticipatoria e cautelare e per fare accertare, in via definitiva ed immodificabile e con effetto di giudicato anche esterno, quale sia il giudice che ha giurisdizione sulla controversia, iniziata all’esito della procedura interinale e fino a quando il processo sul merito non risulti deciso con sentenza di primo grado (Cass. civ., sez. un., 28.12.07, n. 27187).

Tutela cautelare ricorso straordinario

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