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valutazione azienda : parte I

Tutto ciò che c’è da sapere per procedere alla valutazione di un’azienda- parte I

Postato da : Redazione | gennaio 5, 2018

Con il presente articolo, si vuole tentare di porre in rilievo quanto sia importante e delicato il ruolo di chi professionalmente procede alla valutazione, in termini economici, di un’azienda.

I riflessi economici che discendono da essa sono rilevantissimi, se solo si fa cenno al tema delle garanzie in ambito bancario (si pensi ad una richiesta di finanziamento).

Il codice civile tenta di dare una definizione del concetto di azienda precisando, in maniera piuttosto stringata, che “l’azienda è il complesso di beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa” (art. 2555). Emerge prima facie la difficoltà del Legislatore di definire in maniera compiuta una entità che, al contrario, sfugge ad una precisa collocazione schematica; allo stesso tempo balza ictu oculi come l’accento si ponga sul concetto di “organizzazione” che trasforma singoli (ed autonomi) beni in una entità virtualmente unitaria e funzionale alle esigenze imprenditoriali.

Ed è per tale ragione che è stato correttamente stabilito che nell’ambito dell’azienda non è necessario che rispetto ai beni tutti sussista il diritto di proprietà, mentre, viceversa, è necessario e sufficiente, affinché un bene sia aziendale, la “sua destinazione funzionale impressa dall’imprenditore, risultando irrilevante il titolo giuridico (reale o obbligatorio) che legittima l’imprenditore ad utilizzare il bene nel processo produttivo”.

E’ altrettanto evidente che il valore economico di un’azienda è una quantità astratta e, quindi, la sua valutazione comporta necessariamente il ricorso a stime, ipotesi, congetture che potranno mutare da perito a perito. La conseguenza inevitabile è che anche con riguardo ad una stessa impresa sarà possibile ottenere valutazioni – e, per l’effetto, risultati – differenti, con intuibili riflessi economico-finanziari.

Pertanto, in virtù della premessa che precede, diventa essenziale comprendere il metodo di valutazione - nonché i calcoli concretamente effettuati - seguito dal perito, perché in base ad esso si potranno avere conseguenze di natura economica di non poco rilievo.

A tal fine, giova puntualizzare che i metodi di valutazione delle aziende si distinguono in diretti ed indiretti:

i) i metodi diretti così si definiscono considerato che fanno riferimento, per la determinazione del valore economico dell’azienda, “agli effettivi prezzi espressi dal mercato per quote di capitale dell’azienda medesima o di aziende similari”;

ii) i metodi indiretti, invece, a causa della insufficienza o, addirittura, mancanza dei dati di mercato, fanno riferimento, a tali fini, a diversi parametri valutativi, ovvero il reddito medio prospettico, la consistenza del patrimonio, i flussi finanziari disponibili, ecc. (ZANDA G., LACCHINI M., ONESTI T., La valutazione delle aziende, Giappichelli editore, IV ed.).

I metodi diretti ottengono il valore economico stimato dell’impresa attraverso il ricorso a grandezze che si ricavano dal mercato. In particolare, si distinguono:

  1. metodi diretti in senso stretto, utilizzati per le aziende quotate, atteso che il valore economico è determinato dai valori espressi dal mercato borsistico. Ne consegue che il valore sarà espresso dalla seguente formula:

    equazione 1

    dove:

    W è il valore del capitale economico;
    Pi è il prezzo di mercato di un’azione della tipologia “i” (ordinaria, privilegiata ...);
    mi è il numero di azioni della tipologia “i”.

  2. metodi diretti utilizzati per le aziende non quotate che ne determinano il valore economico mediante l’impiego di moltiplicatori di mercato. Pertanto, il valore, in questo caso, sarà espresso dal seguente algoritmo:
  3. equazione 1

    dove:

    W è il valore del capitale economico;
    Wsi sono i valori economici delle aziende facenti parte del campione, calcolati sulla base dei “prezzi fatti” in transazioni aventi ad oggetto imprese simili a quella valutanda;
    pi sono i “pesi” attribuiti a ciascuna valutazione (ZANDA G., LACCHINI M., ONESTI T., La valutazione delle aziende, Giappichelli editore, IV ed.).

Valutazione azienda parte i

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