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Valutazione di azienda - parte III

Tutto ciò che c’è da sapere per procedere alla valutazione di un’azienda – parte III

Postato da : Redazione | gennaio 5, 2018

Un esempio pratico

Prima di procedere ad un esempio pratico, appare opportuno precisare che la scelta del metodo di valutazione di un’azienda da parte del perito non è arbitraria o casuale ma deve tener conto delle caratteristiche dell’impresa (dimensioni), settore di appartenenza, struttura finanziaria e patrimoniale e mercato di riferimento. Questi elementi, infatti, condizionano grandemente la capacità dei descritti metodi di valutazione di tenere nella giusta considerazione i fattori più incisivi ai fini della determinazione del valore economico dell’impresa stessa.

Allo stesso tempo emerge, per quanto già osservato nei precedenti paragrafi, che la valutazione di un’azienda non può esprimere un dato oggettivo, ma è il risultato sia del tipo di metodo utilizzato nella fattispecie concreta, sia di tutte le stime e variabili tenute in considerazione.

Nel nostro esempio, considerato il fine che ci siamo prefissi, faremo riferimento a due metodi assai semplici (e, quindi, poco utilizzati nella pratica) che si basano su grandezze differenti.

Pertanto, si farà, dapprima, riferimento al metodo patrimoniale semplice (o puro) e, successivamente, a scopi meramente comparativi, confronteremo i risultati ottenuti dall’impiego del metodo accennato con quelli che si otterranno dall’utilizzo del metodo reddituale, così da sviluppare una serie di considerazioni sulla soggettività o meno degli esiti in subiecta materia.

Ipotizziamo che la società “Alfa” presenti i seguenti i) stato patrimoniale e ii) conto economico:

STATO PATRIMONIALE
ATTIVOVal. Contabile al 31.12.17 in euro
DISPONIBILITA’ LIQUIDE1.000
ATTIVITA’ FINANZIARIE NON IMMOBILIZZATE500
CREDITI DIVERSI DA IMMOBILIZZAZIONI5.000
RIMANENZE DI MAGAZZINO2.000
IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI E MATERIALI3.000
IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE1.000
RATEI E RISCONTI ATTIVI500
TOTALE ATTIVO PATRIMONIALE13.000
PASSIVOVal. Contabile al 31.12.17 in euro
TFR500
DEBITI10.000
RATEI E RISCONTI PASSIVI500
TOTALE PASSIVO PATRIMONIALE11.000
CONTO ECONOMICO
VALORE DELLA PRODUZIONE4.500
COSTO DELLA PRODUZIONE(3.000)
PROVENTI ED ONERI FINANZIARI(500)
PROVENTI ED ONERI STRAORDINARI500
IMPOSTE DELL’ESERCIZIO(1.000)
UTILE DELL’ESERCIZIO500
a) Valutazione d’azienda con metodo patrimoniale semplice (o puro)

Come abbiamo già accennato in precedenza, il metodo in esame si basa sulla seguente equazione:

V = K

dove per V si intende il valore dell’azienda, mentre per K il valore del patrimonio netto rettificato.

Pertanto, nella valutazione occorre procedere alla determinazione del valore del patrimonio netto rettificato (K), rettificando, laddove opportuno, i valori contabili espressi nella precedente tabella. Per tale ragione, si riportano di seguito analiticamente le singole poste patrimoniali al 31.12.2017 con i relativi commenti.

L’attivo patrimoniale è costituito dalle seguenti voci:

Disponibilità liquide

Le disponibilità liquide ammontano al 31.12.2017 ad Euro 1.000,00 e sono costituite dalle effettive giacenze nei conti correnti bancari e postali e dalle esistenze di cassa a tale data. Tale importo viene, quindi, assunto al valore contabile.

Attività finanziarie non immobilizzate

Sono pari ad Euro 500,00 e riguardano quote di fondi d’investimento già valutati in bilancio al minore tra costo d’acquisto e valore di realizzazione come desumibile dall’andamento del mercato. Il valore contabile viene ritenuto congruo ai fini della perizia.

Crediti diversi dalle immobilizzazioni

I crediti diversi dalle immobilizzazioni ammontano ad Euro 5.000,00. Essi sono riferiti a crediti verso la clientela ed a crediti tributari. In considerazione della solvibilità dei debitori, si ritiene il valore contabile coincidente con il valore di realizzazione.

Rimanenze di magazzino

Le rimanenze di magazzino ammontano ad Euro 2.000,00. Essi sono riferiti a prodotti finiti e sono stati valutati al minore tra il costo sostenuto dalla società per la loro produzione e il valore di mercato. In considerazione di tale valutazione si ritiene il valore contabile coincidente con il valore di realizzazione.

Immobilizzazioni immateriali e materiali

Le immobilizzazioni immateriali, costituite da licenze per l’utilizzo di software, marchi, concessioni e licenze ed altre, hanno una autonoma valenza ed hanno un valore, al netto degli ammortamenti effettuati negli anni, pari ad Euro 1.000,00.

Le immobilizzazioni materiali sono costituite da costi per impianti e macchinari, mobili e arredi, macchine d’ufficio, elaboratori, attrezzature diverse di importo pari ad Euro 2.000,00.

Il valore contabile netto, pari ad Euro 3.000,00, viene considerato non congruo ai fini della valutazione al valore normale considerato che le immobilizzazioni materiali si riferiscono a beni che stanno subendo un processo di superamento tecnologico nonché di usura fisica che ne ha diminuito il valore. Ne consegue che il valore rettificato delle immobilizzazioni sarà pari ad Euro 2.000,00.

Immobilizzazioni finanziarie

Le immobilizzazioni finanziarie, il cui valore contabile ammonta ad Euro 1.000,00, consistono in partecipazioni per Euro 300,00 ed in titoli pubblici per Euro 700,00.

L’analisi dei bilanci al 31.12.2017 delle società partecipate ha rivelato che le stesse sono in perdita e, quindi, si procede ad operare una svalutazione delle partecipazioni. Il valore contabile, di conseguenza, viene considerato non congruo in questa fase di valutazione e, di conseguenza, ai fini della determinazione del patrimonio netto rettificato viene rettificato in Euro 700,00.

Ratei e risconti attivi

I ratei e risconti attivi misurano proventi e oneri la cui competenza è anticipata o posticipata rispetto alla manifestazione numeraria e/o documentale; essi prescindono dalla data di pagamento o riscossione dei relativi proventi e oneri, comuni a due o più esercizi e ripartibili in ragione del tempo. La voce, che in totale risulta essere pari ad Euro 500,00, è composta da pagamenti anticipati di utenze, abbonamenti, assicurazioni. Dopo aver valutato la corretta imputazione di tali voci, il perito ritiene di poter valutare tali poste al loro valore contabile, senza attuare alcuna rettifica.

Il passivo patrimoniale è, invece, costituito dalle seguenti voci:

TFR

Al 31/12/2017 è pari ad Euro 500,00. Il TFR corrisponde al totale delle singole indennità maturate a favore dei dipendenti alla data di chiusura del bilancio, ed è pari a quanto si sarebbe dovuto corrispondere ai dipendenti nell’ipotesi di cessazione del rapporto di lavoro in tale data. Si ritiene, quindi, di poter valutare il Fondo al suo valore contabile, non apportando alcuna rettifica.

Debiti

Sono iscritti al valore nominale e rappresentano l’effettivo debito della società al 31/12/2017. Sono pari complessivamente ad Euro 10.000,00 e sono generati principalmente da debiti verso fornitori (Euro 6.000,00), debiti verso banche (Euro 2.000,00) e debiti tributari (Euro 2.000,00).

Si constata l’effettiva consistenza di tali poste e si ritiene di poterle valutare al loro valore contabile.

Ratei e risconti passivi

I ratei e risconti passivi misurano proventi e oneri la cui competenza è anticipata o posticipata rispetto alla manifestazione numeraria e/o documentale; essi prescindono dalla data di pagamento o riscossione dei relativi proventi e oneri, comuni a due o più esercizi e ripartibili in ragione del tempo. La voce, che in totale risulta essere pari ad Euro 500,00, è composta integralmente da quote relative a ferie e permessi non goduti alla fine dell’esercizio e da ratei per la 14ma mensilità e relativi oneri previdenziali.

Il perito, dopo aver valutato la corretta imputazione di tale voce, ritiene di poterla valutare al suo valore contabile, senza attuare alcuna rettifica.

Nella tabella sottostante si riepilogano le voci dell’attivo e del passivo della società “Alfa” al 31 dicembre 2017:

ATTIVOVal. Contabile al 31.12.17 in euroVal. Rettificato al 31.12.17 in euro
DISPONIBILITA’ LIQUIDE1.0001.000
ATTIVITA’ FINANZIARIE NON IMMOBILIZZATE500500
CREDITI DIVERSI DA IMMOBILIZZAZIONI5.0005.000
RIMANENZE DI MAGAZZINO2.0002.000
IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI E MAT.LI3.0002.000
IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE1.000700
RATEI E RISC. ATTIVI500500
TOTALE ATTIVO PATRIMONIALE13.00011.700
PASSIVOVal. Contabile al 31.12.17 in euroVal. Rettificato al 31.12.17 in euro
TFR500500
DEBITI10.00010.000
RATEI E RISC. PASSIVI500500
TOTALE PASSIVO PATRIMONIALE11.00011.000

Ne consegue, in base alle considerazioni sopra effettuate, che il valore del Patrimonio Netto Rettificato della società “Alfa” può essere determinato come segue:

Valore Rettificato delle Attività11.700
Valore rettificato delle Passività11.000
Valore del Patrimonio Netto Rettificato (K)700

Possiamo, quindi, ragionevolmente concludere che il valore economico dell’azienda, a seguito delle rettifiche apportate, è passato da un valore contabile di Euro 2.000,00 ad un valore di Euro 700,00.

b) Valutazione d’azienda con metodo reddituale

Come abbiamo già accennato nel paragrafo tre, il metodo in esame si basa sulla seguente equazione:

V = R / Ke

dove per V si intende il valore dell’azienda, mentre per R il reddito medio “normalizzato” e per Ke il grado di rischio.

Pertanto, nella valutazione occorre procedere alla determinazione sia del reddito medio normalizzato che del tasso di capitalizzazione (che incorpora il rischio del settore di appartenenza dell’impresa, il rischio di mercato nonché il rischio specifico dell’impresa stessa) tenendo presente i valori espressi nella tabella “conto economico”, indicata nel precedente paragrafo.

Ai fini della normalizzazione, occorre effettuare alcune rettifiche per depurare l’utile dai componenti straordinari, dagli accessori e dalle politiche di bilancio.

Componenti straordinari

Essi derivano nel 2015 (plusvalenze) e nel 2017 (minusvalenze) dalla cessione di beni strumentali. La cessione si è resa necessaria per rinnovare gli impianti obsoleti.

Variazioni effetti politiche di bilancio

In questo caso il perito valuta semplicemente le variazioni del criterio di valutazione delle rimanenze.

Componenti accessorie

Rappresentano proventi ottenuti da investimenti in titoli pubblici.

Rettifiche fiscali latenti

Questa voce esprime l’effetto fiscale delle suddette rettifiche. In particolare, si ottiene che:

200920102011
Utile netto300400500
Componenti straordinari2000(500)
Variazioni effetti politiche di bilancio00(10)
Componenti accessorie(50)(50)(50)
Rettifiche fiscali latenti(41,25)13,75154
Reddito normalizzato408,75363,7594

Al fine di ottenere il reddito medio normalizzato occorre procedere alla media dei tre esercizi presi in considerazione nella suesposta tabella:

(408,75 + 363,75 + 94) / 3 = 288,83

Il tasso di attualizzazione, per semplicità, viene individuato al 10%.

Applicando la formula V = R / Ke si ottiene che il valore economico dell’azienda è pari a 2.888,30.

Quindi, dall’esempio sviluppato emerge che l’utilizzo di metodi differenti (sia pure impiegati in maniera assai semplificata e con la considerazione di pochissime varianti) comporta risultati notevolmente diversi.

Infatti, atteso che i due metodi impiegati fanno riferimento a valori che si trovano in documenti contabili diversi (rispettivamente stato patrimoniale e conto economico), nel primo caso, mediante l’utilizzo del metodo patrimoniale semplice (o puro) si è ottenuto un valore pari a 700, nel secondo caso, mediante l’utilizzo del metodo reddituale si è, al contrario, ottenuto un risultato “quattro volte” superiore. La spiegazione risiede nella circostanza che il primo metodo è, come già osservato in precedenza, statico dal momento che rappresenta una fotografia della società alla data X (nel nostro esempio 31.12.2017), mentre il secondo metodo tiene maggiormente conto della capacità dell’impresa di produrre flussi reddituali nel tempo.

Valutazione azienda parte iii

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